blog di patriziapieri

Il linguaggio del tempo

  Quando rifletto sul trascorrere del tempo penso alle stagioni. La percezione del tempo è cambiata, spesso sento dire: “non esistono più le stagioni” per significare che il passaggio dal caldo al freddo e viceversa non c’è più. Oppure penso alla frase “Sono ormai novanta primavere”Ho quindi immaginato il tempo sul corpo di donna attraverso le stagioni.A primavera, quando sbocciano i fiori, nasce la vita.

intervista di Paolo Restuccia

Intervista di Paolo Restuccia della scuola di scrittura Genius –
   (dieci domande)

1 - Nella trama ben controllata della tua scrittura trapela la tua passione d’autrice, che emozioni hai provato scrivendo questa storia?

R. La storia che ho raccontato era già nella mia testa da molto tempo. Da anni. Infatti il libro si apre con una brevissima premessa: fatti realmente accaduti hanno ispirato questa storia. Romanzata e arricchita con personaggi di fantasia, ogni riferimento è casuale.  Scrivere è stato come riempire un vuoto.  Attraverso la scrittura l’esperienza del vuoto si fa parola. Raccontare questa storia mi ha permesso di continuare a far esistere chi non c’è più. E poi per me scrivere è anche una forma di comunicazione col mondo. Poter comunicare la mia verità.